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	<title>dal carcere alla libertà &#187; Biografia del mese</title>
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	<description>libertà va cercando, ch’è sì cara (Dante, Purg., I v.71)</description>
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		<title>Arcangela Casetti</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 10:02:13 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignnone size-medium wp-image-368 alignright" src="http://www.dalcarcereallaliberta.it/wp-content/uploads/2019/06/arcangela_casetti_cpc-195x300.jpg" alt="arcangela_casetti_cpc" width="195" height="300" />Arcangela Casetti nasce a Livorno Ferraris (Vercelli) il 1° gennaio 1904 da Antonio ed Ernesta Luvisotti. Trasferitasi a Torino probabilmente molto piccola, dopo la scuola elementare inizia a lavorare come tessitrice. Convinta antifascista e vicina alle idee comuniste, svolge attività di propaganda soprattutto tra le compagne di lavoro, fa parte del consiglio di fabbrica dello stabilimento Poma (sito in via Livorno) e frequenta assiduamente la Casa del Popolo di Borgo Vittoria, importante luogo di aggregazione e socializzazione per i lavoratori dei quartieri vicini che verrà chiusa definitivamente nel 1922 a seguito dell&#8217;attacco e dell&#8217;incendio causato dalle squadre fasciste.<br />
Viene arrestata nell&#8217;aprile 1931 per propaganda comunista e denunciata al Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato insieme ad altri dodici imputati tra cui Pietro Secchia. Viene assolta il 28 gennaio 1932 per insufficienza di prove, ma viene deferita alla Commissione Provinciale di pubblica sicurezza che, con l&#8217;ordinanza del 23 aprile 1932 la condanna a tre anni di confino ad Aliano, Matera, paese quasi inaccessibile al tempo per la mancanza di vie di comunicazione e nel quale venne confinato anche il noto intellettuale Carlo Levi.<br />
Il 25 maggio 1932 la condanna al confino viene commutata in ammonizione e il 17 novembre dello stesso anno, in occasione della decorrenza del decennale, viene prosciolta dai vincoli dell&#8217;ammonizione e viene disposta la sua vigilanza.<br />
Durante la Resistenza milita nella 9° Brigata SAP &#8220;Cibrario&#8221; con il nome di battaglia di Gina ottenendo, nell&#8217;immediato dopoguerra, la qualifica di &#8220;Partigiano&#8221; secondo quanto riportato nella sua scheda conservata nell&#8217;archivio dell&#8217;Ufficio Ricompart (consultabile <a href="http://intranet.istoreto.it/partigianato/dettaglio.asp?id=21015" target="_blank">qui</a>).<br />
Nel dopoguerra continuerà la sua attività sindacale fino alla morte sopraggiunta nel 1975.</p>
<hr />
<p>Leggi le <a href="http://www.dalcarcereallaliberta.it/multimedia-speaker/arcangela-casetti/">Testimonianze di Arcangela</a></p>
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		<title>Anna Pavignano</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2015 13:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[elisa.malvestito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografia del mese]]></category>
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		<description><![CDATA[Anna Pavignano nacque a Occhieppo Inferiore (BI) il 23 luglio 1900 da Lorenzo e Lucia Pavignano. &#8220;Già delegata alla seconda conferenza del Pcd&#8217;I  Basilea e alla conferenza della gioventù comunista italiana, era stata un&#8217;attivista instancabile, al punto da non aver tempo per i legami affettivi. A ventotto anni era stata arrestata a Torino [..]&#8221; e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dalcarcereallaliberta.it/wp-content/uploads/2015/05/anna_pavignano.jpg"><img class="alignleft wp-image-133 size-medium" src="http://www.dalcarcereallaliberta.it/wp-content/uploads/2015/05/anna_pavignano-254x300.jpg" alt="anna_pavignano" width="254" height="300" /></a>Anna Pavignano nacque a Occhieppo Inferiore (BI) il 23 luglio 1900 da Lorenzo e Lucia Pavignano. &#8220;Già delegata alla seconda conferenza del Pcd&#8217;I  Basilea e alla conferenza della gioventù comunista italiana, era stata un&#8217;attivista instancabile, al punto da non aver tempo per i legami affettivi. A ventotto anni era stata arrestata a Torino [..]&#8221; e condannata a sei anni di reclusione. Imprigionata a Trani e poi, per motivi di salute, a Perugia, venne scarcerata nel 1932. Tornata a Occhieppo, riprese immediatamente la attività da antifascista e diresse per un periodo la federazione del partito a Biella. Durante la lotta di Liberazione organizzò i Gruppi di difesa della donna e le staffette del biellese e collaborò con la XII Divisione Garibaldi 50° Brigata. Finita la guerra, tornò a fare l&#8217;operaia e morì nel 1970 dopo essere stata ricoverata presso la casa di riposo &#8220;Cerino Zegna&#8221; di Occhieppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>Informazioni tratte da:</p>
<p>Laura Mariani, <em>Quelle dell&#8217;idea. Storie di detenute politiche 1927 &#8211; 1948</em>, Bari, De Donato, 1982.</p>
<p>Archivio Centrale dello Stato &#8211; Casellario Politico Centrale &#8211; Fascicolo di Anna Pavignano</p>
<p>Distretto Militare di Vercelli &#8211; Fondo partigiane</p>
<hr />
<p><strong>Leggi le <a href="http://www.dalcarcereallaliberta.it/multimedia-speaker/anna-pavignano/">Testimonianze di Anna</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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