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	<title>dal carcere alla libertà &#187; admin</title>
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	<description>libertà va cercando, ch’è sì cara (Dante, Purg., I v.71)</description>
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		<title>Elda Cangemi</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2019 10:27:43 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Biografie]]></category>

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		<description><![CDATA[Elda nasce a Baone (Padova) il 17 maggio 1928. Durante la Resistenza perde il fratello durante l&#8217;eccidio di Mottalciata del 17 maggio 1944. Il mese seguente lascia il lavoro presso la Filatura Fila per unirsi anche lei alla Resistenza. Partecipa alle azioni con la 2° Brigata che operava nei pressi di Tornengo con il nome [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dalcarcereallaliberta.it/wp-content/uploads/2020/02/elda-cangemi_inviata-dal-nipote.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-390 alignright" src="http://www.dalcarcereallaliberta.it/wp-content/uploads/2020/02/elda-cangemi_inviata-dal-nipote-205x300.jpg" alt="elda cangemi_inviata dal nipote" width="205" height="300" /></a>Elda nasce a Baone (Padova) il 17 maggio 1928. Durante la Resistenza perde il fratello durante l&#8217;eccidio di Mottalciata del 17 maggio 1944. Il mese seguente lascia il lavoro presso la Filatura Fila per unirsi anche lei alla Resistenza. Partecipa alle azioni con la 2° Brigata che operava nei pressi di Tornengo con il nome di battaglia &#8220;Bionda&#8221;.<br />
Dopo la guerra viene riconosciuta dall&#8217;Ufficio Riconpart come Benemerito e non Partigiano (qui il link alla sua <a href="http://intranet.istoreto.it/partigianato/dettaglio.asp?id=18910" target="_blank">scheda</a>) probabilmente a causa del suo ruolo, quello di staffetta, che non permetteva di ottenere la qualifica più alta. Dedicherà la sua vita al sociale contribuendo anche alla fondazione di un centro d&#8217;incontro per anziani a Cossato. Muore nel febbraio 2013.</p>
<p>(La foto appartiene all&#8217;archivio personale di Mauro Montanaro, nipote di Elda)</p>
<hr />
<p>Leggi le <a href="http://www.dalcarcereallaliberta.it/multimedia-speaker/elda-cangemi/">Testimonianze di Elda</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Arcangela Casetti</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 10:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografia del mese]]></category>
		<category><![CDATA[Biografie]]></category>

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		<description><![CDATA[Arcangela Casetti nasce a Livorno Ferraris (Vercelli) il 1° gennaio 1904 da Antonio ed Ernesta Luvisotti. Trasferitasi a Torino probabilmente molto piccola, dopo la scuola elementare inizia a lavorare come tessitrice. Convinta antifascista e vicina alle idee comuniste, svolge attività di propaganda soprattutto tra le compagne di lavoro, fa parte del consiglio di fabbrica dello [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignnone size-medium wp-image-368 alignright" src="http://www.dalcarcereallaliberta.it/wp-content/uploads/2019/06/arcangela_casetti_cpc-195x300.jpg" alt="arcangela_casetti_cpc" width="195" height="300" />Arcangela Casetti nasce a Livorno Ferraris (Vercelli) il 1° gennaio 1904 da Antonio ed Ernesta Luvisotti. Trasferitasi a Torino probabilmente molto piccola, dopo la scuola elementare inizia a lavorare come tessitrice. Convinta antifascista e vicina alle idee comuniste, svolge attività di propaganda soprattutto tra le compagne di lavoro, fa parte del consiglio di fabbrica dello stabilimento Poma (sito in via Livorno) e frequenta assiduamente la Casa del Popolo di Borgo Vittoria, importante luogo di aggregazione e socializzazione per i lavoratori dei quartieri vicini che verrà chiusa definitivamente nel 1922 a seguito dell&#8217;attacco e dell&#8217;incendio causato dalle squadre fasciste.<br />
Viene arrestata nell&#8217;aprile 1931 per propaganda comunista e denunciata al Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato insieme ad altri dodici imputati tra cui Pietro Secchia. Viene assolta il 28 gennaio 1932 per insufficienza di prove, ma viene deferita alla Commissione Provinciale di pubblica sicurezza che, con l&#8217;ordinanza del 23 aprile 1932 la condanna a tre anni di confino ad Aliano, Matera, paese quasi inaccessibile al tempo per la mancanza di vie di comunicazione e nel quale venne confinato anche il noto intellettuale Carlo Levi.<br />
Il 25 maggio 1932 la condanna al confino viene commutata in ammonizione e il 17 novembre dello stesso anno, in occasione della decorrenza del decennale, viene prosciolta dai vincoli dell&#8217;ammonizione e viene disposta la sua vigilanza.<br />
Durante la Resistenza milita nella 9° Brigata SAP &#8220;Cibrario&#8221; con il nome di battaglia di Gina ottenendo, nell&#8217;immediato dopoguerra, la qualifica di &#8220;Partigiano&#8221; secondo quanto riportato nella sua scheda conservata nell&#8217;archivio dell&#8217;Ufficio Ricompart (consultabile <a href="http://intranet.istoreto.it/partigianato/dettaglio.asp?id=21015" target="_blank">qui</a>).<br />
Nel dopoguerra continuerà la sua attività sindacale fino alla morte sopraggiunta nel 1975.</p>
<hr />
<p>Leggi le <a href="http://www.dalcarcereallaliberta.it/multimedia-speaker/arcangela-casetti/">Testimonianze di Arcangela</a></p>
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